+ Cinque per cento

Legambiente è soddisfatta dell’obiettivo raggiunto dall’Amministrazione Comunale di Molfetta e dall’Asm. Ora, avanti con la raccolta porta a porta.

Il circolo Legambiente di Molfetta accoglie con gioia e soddisfazione la notizia dell’incremento della raccolta differenziata a Molfetta. Com’è noto, l’aumento del 5% ha consentito di evitare che il Comune di Molfetta versasse nelle casse della Regione una sanzione dovuta ai bassi tassi di differenziata.

Il lavoro di squadra ha premiato. Le associazioni locali impegnate in vista di questo obiettivo (tra queste, Legambiente) hanno profuso il loro impegno in termini di sensibilizzazione della cittadinanza, pur scontrandosi spesso contro scetticismo e diffidenza.

Determinante è stato anche il lavoro svolto nelle aree della città che, fino a pochi mesi fa, evidenziavano forti criticità nel sistema di raccolta dei rifiuti (ad esempio, il quartiere Madonna delle Rose, dove il circolo di Legambiente ha tenuto due incontri d’informazione e confronto con la popolazione).

Il successo raggiunto fa onore a tutte le forze che si sono adoperate ed è di sprone a centrare nuovi e più importanti obiettivi. Esempi anche molto vicini a Molfetta hanno dimostrato che solo la raccolta porta a porta può produrre sensibili aumenti della differenziata. I cittadini dovranno cambiare, probabilmente, le loro abitudini ma i vantaggi ambientali ed economici, che ne deriveranno per tutti, saranno ben più alti di qualsiasi sacrificio cui saranno chiamati i singoli individui.

Facendo seguito anche alle ultime dichiarazioni del sindaco Natalicchio, Legambiente chiede che il percorso verso il porta a porta proceda senza esitazioni per conquistare, nel breve periodo, un altro comune traguardo.

 

Video n.1: Massimiliano Piscitelli, Legambiente

Video n.2: Antonello Zaza, Presidente ASM Molfetta

Video n.3: Damiano Favuzzi, Presidente comitato di quartiere

Video n.4: Rosalba Gadaleta, Assessore all’Ambiente del Comune di Molfetta

Video n.5: Paola Natalicchio, Sindaco del Comune di Molfetta

 

 

Molfetta, 28 maggio 2014

Ancora sul quartiere Madonna delle Rose

Prosegue il ciclo di incontri su rifiuti e raccolta differenziata. Prossimo dibattito, venerdì 30 maggio, ore 18.30, presso la sede del comitato di quartiere in via de Judicibus 63

A due settimane dalle novità appena introdotte nella raccolta dei rifiuti presso il quartiere della Madonna delle Rose, il circolo Legambiente di Molfetta torna a fare il punto. Per rilevare, in tempi rapidi, eventuali criticità o vantaggi del nuovo sistema (aumento del numero dei cassonetti, raccolta di prossimità).

L’obiettivo, da perseguire nell’immediato, è noto: evitare, con una lotta contro il tempo, che il Comune di Molfetta sia obbligato a versare nelle casse della Regione una sanzione dovuta ai bassi tassi di raccolta differenziata. “Il miglioramento del servizio in un quartiere come quello della Madonna delle Rose è un’iniziativa molto apprezzabile”, puntualizza Giovanna Grillo, presidente del circolo Legambiente. Il quartiere patisce molti problemi (molti dei quali emersi nel primo degli incontri programmati) riconducibili all’annosa questione delle opere di urbanizzazione. Una questione, questa, spesso intrecciata a doppio filo anche con la gestione dei rifiuti: le strade non asfaltate, ad esempio, rendono difficoltoso il passaggio dei mezzi preposti alla raccolta. Per questo, l’idea di ripartire da questo quartiere è tanto nobile e simbolica, quanto utile e pragmatica.

Il miglioramento del servizio, tuttavia, non è sufficiente. Soprattutto per le strategie di lungo periodo, quelle di cui la nostra città ha tanto bisogno. “Da anni Legambiente promuove, a livello nazionale, anche modalità di gestione ‘alternativa’ che, nell’ambito di un sistema integrato dei rifiuti, possono agevolare, e di molto, il lavoro degli amministratori”, ha spiegato Grillo.

Tra queste modalità occupa un posto di rilievo il compostaggio domestico: trasformare subito il rifiuto umido in compost, riducendo a monte le quantità da smaltire e producendo un prodotto immediatamente riutilizzabile in giardino. Il metodo è anche conveniente, poiché per il cittadino che lo pratica è previsto un abbattimento del 30% della tassa dei rifiuti. Anche di questo (i come e i perché del compostaggio domestico) si parlerà venerdì.

L’iniziativa è organizzata dal locale circolo Legambiente, in collaborazione con l’Asm e il Comune di Molfetta. Interverranno: Antonello Mastantuoni e Massimiliano Piscitelli (Legambiente), Antonello Zaza (Presidente Asm), Rosalba Gadaleta (Assessore all’ambiente).

 

Molfetta, 16 maggio 2014


La nuova raccolta differenziata.

Incontro-dibattito a Molfetta, nel Quartiere Madonna delle Rose.

A confronto Legambiente, Asm e Comune di Molfetta.


Prossime novità dal pianeta rifiuti a Molfetta, a cominciare dal nuovo quartiere Madonna delle Rose.

Se ne discute stasera, alle 18.30, presso l’Auditorium della Parrocchia Madonna delle Rose.
L’incontro si colloca nel più ampio programma di azioni che il circolo Legambiente di Molfetta,
di concerto con l’ASM di Molfetta e insieme con altre associazioni, ha programmato per i
prossimi mesi con l’obiettivo, da raggiungere nel breve periodo, di massimizzare le percentuali di
raccolta differenziata anche ai fini dell’abbattimento della tassa sullo smaltimento dei rifiuti.
“È ormai diventato irrinunciabile e improcrastinabile l’avvio di un sistema di gestione dei
rifiuti radicalmente nuovo”, ha dichiarato Giovanna Grillo, presidente del Circolo
Legambiente di Molfetta. “Dopo il tempo della sensibilizzazione, viene il tempo della
sperimentazione: i cittadini vogliono toccare con mano il cambiamento”.
L’iniziativa è organizzata dal locale circolo Legambiente, in collaborazione con l’Asm e il Comune
di Molfetta. Interverranno: Massimiliano Piscitelli (Legambiente), Antonello Zaza (Presidente
Asm), Paola Natalicchio (sindaco di Molfetta).


 

Rifiuti, rivedere la Tares

Legambiente di Molfetta sostiene la raccolta firme e la petizione popolare "Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare"

 

 

E’ iniziata la raccolta firme per la petizione popolare "Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare" promossa da Legambiente nell'ambito della sua campagna Italia Rifiuti Free.

La petizione, indirizzata al Presidente del consiglio dei ministri, Enrico Letta, e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando e dell'economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni, chiede al governo di rivedere questo tributo in maniera tale da rispettare il principio europeo "chi inquina paga", calcolandolo solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati e consentendo così alle utenze più virtuose di pagare meno.

Il testo della petizione può essere firmato anche online all’indirizzo: http://www.legambiente.it/italiarifiutifree/petizione#.Uf9JCIxH59A

In questi anni sono oltre 1300 i Comuni che in tutto il Paese hanno superato l'obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata. Rimangono, però, tanti problemi irrisolti: continuiamo a produrre troppi rifiuti e a smaltirne quasi la metà nelle inquinanti discariche. In più di settemila Comuni italiani l'ammontare della tassa non è determinato in base alla quantità di rifiuti prodotti e solo alcune centinaia di Enti locali la fanno pagare, tenendo conto dei rifiuti effettivamente prodotti grazie alla tariffazione puntuale.

La Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi comunali, come l’illuminazione e la manutenzione delle strade,
rischia di aggravare ulteriormente il peso fiscale, se non si affronta alla radice la questione della riduzione della produzione dei rifiuti e della ottimizzazione della raccolta differenziata, in modo da ridurre al minimo i costi di gestione della raccolta e dello smaltimento degli stessi.

Per conseguire questi obiettivi, che costituiscono un vantaggio generale non solo per le tasche dei cittadini ma anche per la qualità della vita (strade più pulite, meno cassonetti per strada ecc.), è necessario che l’Amministrazione comunale, chiamata a redigere il Regolamento della Tares, si ispiri a principi innovativi, in modo da premiare chi produce meno rifiuti e chi meglio opera la raccolta differenziata.

Attualmente, a Molfetta la raccolta differenziata si attesta intorno al 30% con un modello di gestione obsoleto che non consentirà mai di raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge (65% di raccolta differenziata).

Riteniamo che si debba imprimere immediatamente una svolta, implementando un sistema di raccolta domiciliare spinto (modello porta a porta che ha prodotto subito effetti molto positivi nei comuni in cui è stato attuato), mettendo a sistema le strutture esistenti (isola ecologica mobile, isola ecologica fissa di via Cozzoli, impianti di selezione, impianto di compostaggio).

Citiamo le esperienze di Salerno, ma anche di Andria, Rutigliano, San Ferdinando di Puglia, in cui in un paio di mesi si è passati dal 5-10% di raccolta differenziata al 65-70%, con importanti benefici ambientali e economici.

Siamo certi che una città più pulita si costruisce rimuovendo subito tutti i cassonetti dalle strade della città e organizzando un servizio di igiene urbana di qualità. Non si può inoltre prescindere dal coinvolgimento dei cittadini e degli operatori economici in azioni di riduzione della produzione dei rifiuti e in modalità corrette di gestione dei rifiuti già all'interno della propria abitazione e della propria attività produttiva.

A differenza degli altri comuni pugliesi riteniamo che Molfetta abbia almeno due chances in più degli altri: gli impianti di recupero di proprietà (impianti di selezione e impianto di compostaggio) e  l'Asm - società pubblica che già gestisce i rifiuti -, rispetto alla quale è possibile modificare subito il contratto di servizio (che definisce tipo e prestazioni del servizio di raccolta dei rifiuti e pulizia della città) senza dover indire una gara d'appalto dai tempi lunghi e incerti.

Ci aspettiamo, quindi, dall’Amministrazione comunale risposte in merito all'immediata attivazione del nuovo servizio porta a porta e in merito ai lavori di adeguamento dell'impianto di compostaggio finanziati con fondi pubblici e già autorizzati da ormai un anno.