Rifiuti, rivedere la Tares

Legambiente di Molfetta sostiene la raccolta firme e la petizione popolare "Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare"

 

 

E’ iniziata la raccolta firme per la petizione popolare "Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare" promossa da Legambiente nell'ambito della sua campagna Italia Rifiuti Free.

La petizione, indirizzata al Presidente del consiglio dei ministri, Enrico Letta, e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando e dell'economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni, chiede al governo di rivedere questo tributo in maniera tale da rispettare il principio europeo "chi inquina paga", calcolandolo solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati e consentendo così alle utenze più virtuose di pagare meno.

Il testo della petizione può essere firmato anche online all’indirizzo: http://www.legambiente.it/italiarifiutifree/petizione#.Uf9JCIxH59A

In questi anni sono oltre 1300 i Comuni che in tutto il Paese hanno superato l'obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata. Rimangono, però, tanti problemi irrisolti: continuiamo a produrre troppi rifiuti e a smaltirne quasi la metà nelle inquinanti discariche. In più di settemila Comuni italiani l'ammontare della tassa non è determinato in base alla quantità di rifiuti prodotti e solo alcune centinaia di Enti locali la fanno pagare, tenendo conto dei rifiuti effettivamente prodotti grazie alla tariffazione puntuale.

La Tares, la nuova tassa sui rifiuti e sui servizi comunali, come l’illuminazione e la manutenzione delle strade,
rischia di aggravare ulteriormente il peso fiscale, se non si affronta alla radice la questione della riduzione della produzione dei rifiuti e della ottimizzazione della raccolta differenziata, in modo da ridurre al minimo i costi di gestione della raccolta e dello smaltimento degli stessi.

Per conseguire questi obiettivi, che costituiscono un vantaggio generale non solo per le tasche dei cittadini ma anche per la qualità della vita (strade più pulite, meno cassonetti per strada ecc.), è necessario che l’Amministrazione comunale, chiamata a redigere il Regolamento della Tares, si ispiri a principi innovativi, in modo da premiare chi produce meno rifiuti e chi meglio opera la raccolta differenziata.

Attualmente, a Molfetta la raccolta differenziata si attesta intorno al 30% con un modello di gestione obsoleto che non consentirà mai di raggiungere gli obiettivi previsti dalla legge (65% di raccolta differenziata).

Riteniamo che si debba imprimere immediatamente una svolta, implementando un sistema di raccolta domiciliare spinto (modello porta a porta che ha prodotto subito effetti molto positivi nei comuni in cui è stato attuato), mettendo a sistema le strutture esistenti (isola ecologica mobile, isola ecologica fissa di via Cozzoli, impianti di selezione, impianto di compostaggio).

Citiamo le esperienze di Salerno, ma anche di Andria, Rutigliano, San Ferdinando di Puglia, in cui in un paio di mesi si è passati dal 5-10% di raccolta differenziata al 65-70%, con importanti benefici ambientali e economici.

Siamo certi che una città più pulita si costruisce rimuovendo subito tutti i cassonetti dalle strade della città e organizzando un servizio di igiene urbana di qualità. Non si può inoltre prescindere dal coinvolgimento dei cittadini e degli operatori economici in azioni di riduzione della produzione dei rifiuti e in modalità corrette di gestione dei rifiuti già all'interno della propria abitazione e della propria attività produttiva.

A differenza degli altri comuni pugliesi riteniamo che Molfetta abbia almeno due chances in più degli altri: gli impianti di recupero di proprietà (impianti di selezione e impianto di compostaggio) e  l'Asm - società pubblica che già gestisce i rifiuti -, rispetto alla quale è possibile modificare subito il contratto di servizio (che definisce tipo e prestazioni del servizio di raccolta dei rifiuti e pulizia della città) senza dover indire una gara d'appalto dai tempi lunghi e incerti.

Ci aspettiamo, quindi, dall’Amministrazione comunale risposte in merito all'immediata attivazione del nuovo servizio porta a porta e in merito ai lavori di adeguamento dell'impianto di compostaggio finanziati con fondi pubblici e già autorizzati da ormai un anno.