Bari, 19 aprile 2013 Comunicato stampa


Domenica 21 aprile in cammino per fermare il consumo di suolo


Legambiente Puglia aderisce alla Marcia per la Terra a Cisternino e ribadisce il suo secco ‘no’ alle modifiche della legge regionale sugli ulivi secolari approvata dal Consiglio regionale


Il Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio”, composto da una rete di 894 organizzazioni, promuove – in concomitanza con l’Earth Day mondiale – una Marcia per la Terra per la salvaguardia dei terreni liberi e fertili rimasti. Un cammino per fermare il consumo di suolo, quello di domenica 21 aprile, organizzato in contemporanea nelle diverse regioni d’Italia. In Puglia la Marcia della Terra si terrà a Cisternino (il punto d’incontro sarà presso il parcheggio dell’hotel Smeraldo alle ore 10) in un percorso che rappresenta la sintesi del paesaggio agrario e naturale pugliese. La scarpata murgiana e i boschi comunali di Cisternino rappresentano il punto di unione tra la piana degli olivi monumentali e la Valle d’Itria, due dei paesaggi tra i più antichi e suggestivi del Mediterraneo, fortemente identificativi della Puglia. Da Cisternino, uno dei borghi più belli d’Italia, città Slow, insignita con la Bandiera Arancione dal Touring Club, parte questo importante gesto di speranza.

 

All’iniziativa aderiscono Italia Nostra, Legambiente Puglia, Touring Club Italiano, WWF Puglia, Confederazione Italiana Agricoltori, Coldiretti, Terra Nostra Puglia, Slow food Puglia, Libera Terra Puglia, GAL Valle d’Itria, Parco Regionale delle Dune Costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, con il supporto organizzativo del Centro di Educazione Ambientale CEA di Cisternino.

 

Negli ultimi anni - grazie all’ostinata azione di Reti, Movimenti, Associazioni, Comitati e singoli cittadini - il tema del consumo di suolo è entrato a far parte dell’agenda delle emergenze ambientali e sociali del nostro paese. I dati recentemente confermati dall’Ispra (Istituto Superiore di Ricerca e Protezione Ambientale) parlano chiaro: in Italia otto metri quadrati di terreni vergini vengono ricoperti di cemento e asfalto ogni secondo. Ogni cinque mesi viene cementificata un’area pari a quella di Napoli e ogni anno una superficie uguale all’estensione di Milano e Firenze.Si tratta di terreno fertile che viene irreversibilmente distrutto, dal momento che sono occorsi secoli per la sua formazione.

 

Il consumo di suolo ha aggredito le parti pianeggianti del nostro (ex) Belpaese che, con cadenza regolare, vengono investite da ondate d’acqua non più libera di defluire negli alvei fluviali e punteggiano di frane ed alluvioni il nostro territorio. L’occupazione di suolo fertile non è motivata dalla crescita demografica: negli ultimi 50 anni il suolo artificiale è cresciuto da 170 a 340 m² pro capite, raddoppiando nell’arco di due generazioni.

 

E a tal proposito il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini, ha firmato la petizione che mira ad abrogare le modifiche alla L.R. n.14/2007 sulla tutela degli ulivi secolari che fu approvata all’unanimità proprio con lo scopo di tutelare gli oltre cinque milioni di ulivi secolari monumentali pugliesi ancora oggetto di espianto e commercio illegale. «Legambiente Puglia ribadisce il suo secco ‘no’ a qualsiasi ‘ritocco’ che arrecherebbe danni irreversibili a un patrimonio unico e irripetibile come quello costituito dagli ulivi secolari, monumenti viventi della Puglia – spiega Tarantini – Proprio a tutela del concetto di bellezza dei territori, è nata lo scorso 18 marzo a Bari la costituente dei sindaci per la bellezza, con l’impegno di produrre nuova bellezza per uscire dalla crisi. Questo paese non produce più nuova bellezza, se non per qualche oggetto isolato. Il consumo di suolo, l’abusivismo, sono tutti fenomeni che rubano bellezza al nostro paese. Il disegno di legge sulla bellezza, proposto da Legambiente e composto da 10 articoli conclude Tarantini – non a caso pone l’accento su alcuni aspetti importanti quali la tutela e riqualificazione del patrimonio paesaggistico italiano e la tutela del suolo e contenimento del consumo. Ecco perché occorre impegnarsi a restituire un “valore” al nostro paesaggio considerandolo come una risorsa sociale e come fruizione turistica, dunque anche come opportunità economica».

 

 

 

Sottoscrivi la petizione per abrogare le modifiche apportate alla legge regionale che tutela gli Ulivi Monumentali:


http://www.change.org/it/petizioni/presidente-della-regione-puglia-nichi-vendola-abrogazione-modifiche-legge-n-14-giugno-2007-a-tutela-ulivi-secolari

 

Illuminazione della SP Molfetta-Terlizzi

Spreco di denaro pubblico, di energia ed enorme inquinamento luminoso

 

 

500.000 euro sprecati dalla Provincia di Bari per illuminare la strada provinciale Molfetta – Terlizzi per l’’intero percorso di 6 km.

Ben 180 pali per una potenza complessiva di 27 kW per fare di quel tratto la strada illuminata più lunga dell’’intero territorio provinciale.

Soldi e risorse sprecate, secondo Legambiente e l’associazione “Cielo Blu”, distratte da un utilizzo più appropriato, soprattutto in questo momento di sobrietà.

Una scelta non sostenibile quella di realizzare questo mega impianto di illuminazione che non può trovare giustificazioni nell’aumento della sicurezza stradale. Infatti non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che all’’incremento di luminosità corrisponda un incremento della sicurezza stradale. Semmai succede il contrario: la maggiore luminosità può indurre gli automobilisti più spregiudicati a incrementare la velocità proprio a discapito della sicurezza.

La sicurezza stradale può migliorare con altre misure: incremento del trasporto pubblico, rispetto del codice della strada, adeguata manutenzione della sede stradale, corretta gestione delle acque meteoriche, adeguata segnaletica stradale e rimozione dei cartelli pubblicitari collocati in posizione non idonea e non conforme alle previsioni del codice della strada, sistemi passivi di segnalazione catarifrangenti e piccoli impianti a led e a basso consumo per la segnalazione dei punti critici (incroci a raso, curve pericolose, rotonde).

Nel caso della s.p. Molfetta-Terlizzi, invece, c’è da registrare oltre al danno anche la beffa. Non solo lo spreco di denaro pubblico (500.000 euro di investimento oltre ai costi di gestione), ma anche inquinamento luminoso (e non si dica che i riduttori di flusso hanno mitigato l’impatto) e tanta, tanta energia inutilmente sprecata. A danno dei cambiamenti climatici e della salute dei cittadini colpiti dall’impatto delle centrali che producono energia. Con buona pace per le strategie di riduzione dei consumi e degli accordi sul clima.

Chi ci ha guadagnato allora? Solo il partito dell'energia, delle centrali e del consumo di risorse. Quelli che ritengono che i consumi energetici possono solo aumentare e non si deve far nulla per invertire la tendenza. Quelli che intendono favorire il ritorno al nucleare e le trivellazioni petrolifere in mare.

Il circolo Legambiente di Molfetta

 

 

Legambienta presenta le osservazioni alla variante al PRG di Molfetta per il comparto 18

Scarica il documento consegnato al Commissario Prefettizio.

 

 

Legambiente - circolo di Molfetta, sentiti i protagonisti della vicenda, chiede spiegazioni sul perché un luogo adibito a pubblico transito sia, al contrario, interdetto allo stesso. La galleria pedonale deve essere resa pubblicamente transitabile e questo sia in adempimento ai provvedimenti emessi sia a garanzia del rispetto di una giustizia pubblica.

Ancora controversie a Molfetta sulla questione della galleria pedonale di collegamento fra via Paniscotti e c.so Margherita di Savoia. Una storia cominciata nel lontano 1989, data in cui veniva depositato al comune di Molfetta il primo progetto di “Restauro conservativo e recupero volumetrico” del fabbricato per il quale non venne, però in quell’occasione, ritirata alcuna concessione edilizia.

A questo primo approccio ne seguì un successivo che vide la presentazione di un secondo progetto, in variante al precedentemente, al quale fu accordata, dal comune di Molfetta, la concessione edilizia n. 2298 del 28/11/1991 che attestava: “il nuovo corpo di fabbrica… consentirebbe di utilizzare l’ampia corte risultante anche ad uso pubblico”. Inoltre, la destinazione a pubblico passaggio era resa evidente dal fatto che si precisava: “il piano terra è completamente aperto, fatta eccezione per il vano portone e un locale tecnico e costituirà a tutti gli effetti uno spazio pubblico in parte porticato ed in parte scoperto collegato anche a c.so Margherita di Savoia attraverso l’ampio androne dell’edificio settecentesco”.

E’ chiaro che lo spirito che animava il progetto era, sin dalle sue battute iniziali, quello di creare una galleria pedonale di collegamento fra via Paniscotti e c.so Margherita di Savoia che fosse fruibile dai pedoni.

Successivamente, con concessione edilizia n. 2674 dell’11/02/1994 si otteneva l’autorizzazione a realizzare una guardiania nel vano portone-androne. Al proposito veniva specificato che: “al piano terra, il carattere di galleria pedonale di collegamento tra c.so Margherita di Savoia e via Paniscotti dato all’androne rende necessario una divisione tra percorsi pubblici e accessi alle unità residenziali dei piani superiori”.

E’ evidente, dalla lettura della relazione, che il carattere di galleria pedonale era già dato e non era, viceversa, subordinato alla creazione di strutture, la cui costruzione, comunque concessa, era volta a garantire la sicurezza dei condomini residenti ai pian superiori.

Parimenti è accaduto con la concessione edilizia n. 5294 del 26/11/1997 con cui, a sanatoria, si autorizzava il cambio di destinazione d’uso del locale originariamente adibito a guardiania. Anche tale struttura era stata richiesta per garantire la sicurezza dei condomini ed il Comune non aveva in alcun modo ostacolato la sua costruzione.

Anche in questo caso è palese che la creazione di un percorso privilegiato e il cambio di destinazione d’uso della guardiania lasciavano impregiudicata e salvaguardata la destinazione a pubblico passaggio pedonale precedentemente concessa.

In definitiva, né nella relazione tecnica relativa alla concessione n. 2674 dell’11/02/1994 né nella concessione n. 5294 del 26/11/1997 si è mai mutata la destinazione di pubblico passaggio pedonale della galleria.

E arriva, con provvedimento n. 1074 del 12/01/1999, la reazione del comune di Molfetta, il quale diffida i proprietari dello stabile ad osservare scrupolosamente le condizioni e le prescrizioni riportate nel progetto di ristrutturazione dello stabile ed in particolare di consentire il transito pedonale attraverso l’atrio del citato fabbricato, pena l’applicazione di sanzioni previste dalla normativa vigente.

Bene, a fronte di quanto sinteticamente riassunto, una domanda risulta necessaria; perché il passaggio pedonale, ad oggi, risulta ancora negato?

Il Liberatorio Politico ha cercato di sollecitare una risposta in merito al perché oggi quel passaggio risulti ancora chiuso ma dopo aver presentato un’istanza il 17 dicembre 2010, diffidato il Sindaco perché omissivo e non rispettoso dello Statuto Comunale e raccolto circa 400 firme di cittadini che hanno chiesto l’apertura del passaggio pedonale di via Paniscotti, la situazione è ancora ad un nulla di fatto.

Legambiente - circolo di Molfetta, sentiti i protagonisti della vicenda, chiede spiegazioni sul perché un luogo adibito a pubblico transito sia, al contrario, interdetto allo stesso. Lo stato dei fatti attuale continua a registrare la chiusura illegittima, continua e persistente dei cancelli posti all’ingresso dell’androne/galleria pedonale che pone in comunicazione le suddette vie, via Paniscotti e c.so Margherita di Savoia, con il cortile interno al complesso condominiale e questo rendendo inaccessibile il libero passaggio pedonale attraverso la galleria.

In definitiva, bisogna far luce sia sul perché i condomini dell’immobile persistano tuttora nell’antigiuridica condotta consistente nell’inottemperanza di quanto disposto dagli enti competenti impedendo che la galleria sia destinata, di fatto, a pubblico transito e costringendo, per questo, i malcapitati pedoni, che da via Paniscotti intendono raggiungere c.so Margherita di Savoia e viceversa, ad aggirare la galleria di collegamento percorrendo quel tratto di via Paniscotti che si restringe, tanto da rimaner privo di marciapiede, con grave ed evidente pericolo per l’incolumità fisica della cittadinanza, sia sul comportamento, di ingiustificata inerzia, dell’Amministrazione comunale che, per oltre un decennio, non ha sentito il dovere di far rispettare i propri provvedimenti emessi nell’interesse della collettività.

La galleria pedonale deve essere resa, in sostanza, pubblicamente transitabile e questo sia in adempimento ai provvedimenti emessi sia a garanzia del rispetto di una giustizia pubblica.

Molfetta, 12 ottobre 2012

Il circolo Legambiente di Molfetta