Molfetta, 9 maggio 2015

Quindici associazioni chiedono cautela e cura nell’esecuzione del progetto di riqualificazione

corsoUmberto

Quindici associazioni scrivono al sindaco di Molfetta, all’assessore ai Lavori Pubblici, al dirigente del settore Lavori Pubblici e al Soprintendente ai Beni Architettonici. Il tema non è nuovo: i lavori di prossima esecuzione per la riqualificazione di Corso Umberto.
La lettera delle associazioni (sotto, in elenco) fa séguito ad altre iniziative già intraprese per evitare che il progetto di ‘riqualificazione’ – come altre volte è avvenuto a Molfetta – si trasformi in un peggioramento dell’esistente o in un inutile e costoso restyling di facciata.

Molfetta, 4.1.2015

Apprendiamo con soddisfazione che, dopo l'abbattimento dei cancelli della galleria pedonale tra Via Paniscotti e Via Margherita di Savoia, avvenuto il 18 luglio 2014 e il loro successivo ripristino in data 26 settembre 2014, la Procura di Trani ha ordinato la loro riapertura. Infatti, in data 30 dicembre 2014, con Ordinanza n. 86434, il Dirigente del Settore Territorio, Ing. Alessandro Binetti, su delega del P.M. Dott. Michele Ruggiero della Procura della Repubblica di Trani, ha ordinato ai proprietari degli appartamenti dello stabile condominiale situato in via Margherita di Savoia n.106 l’osservanza di quanto contenuto nella Concessione Edilizia n. 2298 del 28 novembre 1991, e successive varianti, in particolare consentendo il transito pedonale dalle ore 08.30 alle ore 21.30, attraverso il passaggio che collega Via Paniscotti con il civico n.106 di Via Margherita di Savoia.
Questa vicenda che si trascina ormai da oltre 20anni, potrebbe essere giunta al capolinea se solo le parti in campo raggiungessero, al di là degli esiti dei contenziosi giudiziari penali e civili, un ragionevole accordo nell’interesse della collettività. Non vi è dubbio che l’unico interesse, al momento, non solo per i residenti del quartiere, ma per l’intera comunità, è quello di avere un passaggio pedonale sicuro che sostituisca il pericoloso transito pedonale nella parte finale di Via Paniscotti. Pertanto ben venga l’apertura della galleria pedonale dalle ore 8.30 alle 21.30, così come le associazioni e i movimenti hanno sempre chiesto, anche con petizioni pubbliche. Inoltre si chiede all’amministrazione comunale di apporre un’opportuna segnaletica verticale, all’entrata dei due varchi, che indichi ai cittadini l’esistenza del passaggio pedonale.

 

Legambiente – Circolo di Molfetta
Movimento Civico “Liberatorio Politico”

2014.12.30 ordinanza passaggio pedonale

 

Molfetta 24 novembre 2014

Legambiente e altre Associazione inviano una lettera-petizione al Sindaco di Molfetta.

corsoUmberto

Questo il testo.

Le sottoscritte associazioni, in relazione al progetto di “riqualificazione” di Corso Umberto fatto proprio da codesta amministrazione comunale, invitano la S.V. a valutare attentamente il rischio che venga distrutto un elemento fondamentale del verde storico cittadino. La tipologia della strada (concepita come boulevard), la sua storia e il suo progetto originario rientrano pienamente nel concetto di “verde storico” e di “monumento verde” indicati nella Carta di Firenze del 1981.

 

 

Asfalto in prossimità del Duomo

Legambiente: sdegno per quanto accaduto.

Che i rimedi non peggiorino i monumenti colpiti.

La posa dell’asfalto in prossimità dell’ingresso principale del Duomo di San Corrado e del prospetto di Palazzo Dogana rappresenta una gravissima devastazione ai danni dei più importanti monumenti della città. L’intervento è stato compiuto nella piena improvvisazione, senza alcun progetto e in totale spregio delle leggi e delle più elementari regole di restauro. Infatti, sebbene l’iniziativa fosse animata dalla buona intenzione di migliorare – con somma urgenza – la sicurezza dei cittadini, non si sarebbe dovuto prescindere dal rispetto delle procedure amministrative previste in questi casi, oltreché dall’applicazione di buone pratiche tecnico-esecutive tanto adeguate al pregio dei beni monumentali quanto ben note agli addetti ai lavori.

Apprendiamo che entro il prossimo autunno (in 117 giorni dal 26 agosto) si procederà ad attuare un intervento di restauro complessivo. Chiediamo all’Amministrazione comunale, tuttavia, che entro 10 giorni si ponga rimedio a quanto accaduto e che le strutture tecniche responsabili del grave accaduto paghino tutte le conseguenze del caso, anche economiche. Sollecitiamo gli amministratori, inoltre, a vigilare perché gli interventi in corso da ieri, nell’area antistante il Duomo, producano effettivi miglioramenti.

Riteniamo, in ogni caso, che l’approccio alla soluzione dei complessi problemi della città debba passare per interventi organici di riqualificazione e restauro e non per interventi improvvisati, disarticolati ed episodici, affidati a tecnici incompetenti che in passato hanno più e più volte danneggiato la città con operazioni quanto mai discutibili sia a livello procedurale, sia a livello architettonico-urbanistico: operazioni, queste, per le quali abbiamo sempre e puntualmente espresso disappunto, anche attivando apposite vertenze. Mentre si organizzano incontri per sensibilizzare i cittadini a guardare con amore e attenzione alla nostra città, non si arresta insomma l’operare di quanti in questi anni – al di là del colore politico delle Amministrazioni Comunali – hanno devastato, imperterriti, l’identità e la memoria di Molfetta.

Quanto alla simbolica liberazione delle piazze storiche dalle automobili, non possiamo che esprimere soddisfazione per questo provvedimento, cui si è dato corso anche solo facendo rispettare prescrizioni già da tempo esistenti (si pensi all’area pedonale urbana in tutto il Centro Antico, compreso Piazza Municipio, area istituita nel 2009 ma mai garantita fino a questo momento). Positiva anche l’introduzione della zona a traffico limitato (Ztl) nel Centro Antico, per quanto, anche in questo caso, si rendano necessari alcuni correttivi. Siamo consapevoli, infatti, che tale singolo e puntuale intervento non risolva i problemi di mobilità della città: l’approccio, anche in questo caso, non può che essere organico per impedire, con tempestività, che i benefici dei provvedimenti adottati siano vanificati dalle criticità che potrebbero danneggiare gli altri quartieri storici e le aree limitrofe.