MOLFETTA si aggiudica la bandiera nera di LEGAMBIENTE

 

 

 

“Dopo la proposta di privatizzazione anche degli ultimi 4 cm pro capite di spiaggia fruibile e l’accanimento per la realizzazione del complesso turistico in un'oasi di protezione, l’Amministrazione comunale di Molfetta guidata dal Sindaco Tommaso Minervini, unica nella provincia di Bari, si è aggiudicata la bandiera nera di Legambiente.” – spiega Massimiliano Piscitelli, coordinatore provinciale di Legambiente.

Ma non solo. “La bandiera nera è stata rilasciata perché l’Amministrazione comunale di Molfetta, nonostante la sottoscrizione della carta di Aalborg e l’attivazione dell’Agenda 21 locale, ha intrapreso azioni in forte contrasto con gli obiettivi di sostenibilità che la città stessa si è data”- specifica Giovanna Grillo, presidente del circolo Legambiente di Molfetta.

 

Le motivazioni della bandiera nera:

 

  • ha sostenuto con caparbietà, anche nelle sedi giudiziarie, la realizzazione di un complesso turistico nell'Oasi di protezione Torre Calderina tra Molfetta e Bisceglie, poi bloccata da una sentenza del Tar a seguito di un ricorso di Legambiente. Il complesso (un albergo alto più di 10 m, 2 piscine e 11 villini) sarebbe dovuto sorgere in deroga al Prg attraverso un accordo di programma appositamente istruito, e, per giunta,  in un’area sottoposta a vincolo paesistico perché oasi di protezione avifaunistica dichiarata “di notevole interesse pubblico”;

 

  • con la sua gestione dell'intero litorale, lascia ai cittadini appena 4 cm di spiaggia libera e fruibile a testa;

 

  • ha fatto elaborare una bozza di piano delle coste che privatizza selvaggiamente l'intero litorale sanando, di fatto, situazioni del tutto abusive e, nonostante sia il forum agenda 21 e le associazioni ambientaliste in numerosi incontri di consultazione, sia circa 3000 cittadini con una petizione abbiano espresso forti dissensi, non ha mai mostrato l'intenzione di ripensare il piano;

 

  • ha intrapreso azioni di riqualificazione costiera fortemente discutibili caratterizzate da assenza di pianificazione e progettazione; interventi estemporanei e improvvisati; pesanti e fortemente impattanti opere in cemento armato e piantumazioni assolutamente inopportune;

 

  • non ha coinvolto affatto il forum cittadino Agenda 21, né le associazioni portatrici di interessi diffusi, nel procedimento che ha portato alla progettazione del nuovo porto commerciale;

 

  • ha intrapreso azioni amministrative in evidente contrasto con la pianificazione urbanistica della città, concedendo concessioni edilizie e incrementi di volumetrie che stravolgono completamente il piano regolatore generale rispetto alla fascia costiera dove, nello spirito della perequazione, sarebbe previsto la cessione gratuita al Comune dei terreni compresi nella fascia dei 300 m dalla battigia per la realizzazione di un grande parco urbano costiero;

 

  • non riesce a contrastare efficacemente gli innumerevoli abusi edilizi sul litorale in continuo aumento.

 

“Proprio in nome della carta di Aalborg e dello spirito che dovrebbe caratterizzare i meccanismi con cui vengono prese le decisioni nel palazzo di città, auspichiamo che dopo questa bandiera nera si possa avviare una stagione di confronto serio e responsabile con gli amministratori per correggere la rotta.” – conclude Massimiliano Piscitelli.

 

Dal rapporto Mare Monstrum 2004 di Legambiente:

 

Pirati all’assalto: le Bandiere nere 2004

 

Sono le bandiere meno ambite d’Italia, quelle che segnalano i “nuovi pirati del mare”: amministrazioni, politici, imprenditori, società private che si sono contraddistinti per attacchi o danni all’ambiente marino e costiero. Sono le Bandiere nere che ogni anno Legambiente assegna in tutta la Penisola.

Eccola allora la lista di coloro che vedranno consegnarsi dalla Goletta Verde di Legambiente il vessillo nero nel corso di quest’estate, con tanto di motivazione ufficiale:

 

Puglia

 

-          all’Amministrazione comunale di Maruggio (TA), per gli insediamenti turistici in contrada Mirante e località Campomarino, dove sono previste centinaia di villette, ristoranti, porto turistico, con relative strade, parcheggi e opere di urbanizzazione, il tutto su aree di straordinaria importanza naturalistica, con ambienti dunali ricoperti da densa vegetazione di macchia mediterranea, Siti di Importanza Comunitaria e di recente diventate riserva regionale.

                                                                                                                                                                                               

-          Al Sindaco di Pulsano (TA) Luigi Laterza, per la perspicacia dimostrata nelle definitiva adozione di un Pug (Piano urbanistico generale) che prevede progetti ad alto impatto ambientale, tra i quali due porti turistici, un villaggio turistico, strutture alberghiere, campi da golf ecc.

 

-          All’Amministrazione Comunale di Molfetta (BA) che, dopo una gestione scellerata dell'intero litorale che ha lasciato ai cittadini appena 4 cm di spiaggia pro capite, ha sostenuto con caparbietà, anche nelle sedi giudiziarie, la realizzazione di un complesso turistico nell'Oasi di protezione Torre Calderina tra Molfetta e Bisceglie, poi bloccata da una sentenza del Tar a seguito di un ricorso di Legambiente. Per la blanda azione di contrasto all’abusivismo edilizio e per l’elaborazione di una bozza di piano delle coste che privatizza selvaggiamente l'intero litorale. Ed inoltre per gli interventi di riqualificazione costiera fortemente discutibili, per il progetto di un nuovo porto commerciale, per le azioni amministrative intraprese in evidente contrasto con la pianificazione urbanistica della città.

 

-     All’intero Consiglio Comunale del Comune di Monte Sant’Angelo (FG), comune che ospita la sede del Parco Nazionale del Gargano, per aver approvato all’unanimità la delibera record che richiede l’esclusione dal perimetro del parco nazionale di ben 1350 ettari di territorio comunale.

 

Vittorie

Porto Miggiano, Comune di Santa Cesarea Terme (Lecce)

              Qui, nonostante l’allarme lanciato da Legambiente lo scempio ai danni di uno dei paesaggi cartolina del Salento si è compiuto.  Ciò nonostante, a fermare i lavori sono stati i sigilli della Guardia di Finanza su ordine dei sostituti procuratori della Repubblica. Iscritti  nell’elenco degli indagati per i lavori relativi alla costruzione del complesso turistico dotato di ristorante, bar, due piscine di acqua salata, appartamenti e parcheggi su circa 45mila metri quadri: i fratelli Merico della Società turistico Alberghiera che ha realizzato la struttura, l’imprenditore Montinari e l’ex Assessore di Lecce Fausto Giancane, rispettivamente responsabile e tecnico per la Sis immobiliare proprietaria del comparto interessato; Aldo Bleve  direttore dei lavori;  Giuseppe Maroccia della “Maroccia Costruzioni” e il responsabile del Piano urbanistico Pietro Paolo Maggio.

 

Oasi di Protezione Torre Calderina, Comune di Molfetta (Bari)

            I giudici della terza sezione del Tar di Bari danno ragione a Legambiente: l’accordo di programma tra Comune e Regione Puglia per la realizzazione del complesso turistico della HO.RI.BA. non può essere ratificato. Il procedimento va annullato. L’oasi di protezione già dichiarata “di notevole interesse pubblico” e “bellezza naturale” è una importante stazione del nord barese per gli uccelli migratori e un intervento come quello che si stava per autorizzare avrebbe provocato grave turbamento alla fauna selvatica.

Adesso, per le amministrazioni comunali dei comuni di Bisceglie e Molfetta non resta che riqualificare la zona e i circoli Legambiente di Molfetta e Bisceglie avanzano delle proposte concrete.